IL SOLE 24 ORE: La Malamocco di Pratt

"La Malamocco di Hugo Pratt: una porta verso l'Altrove"
di Jacopo Giliberto

La Malamocco di Pratt raccontata da Lele Vianello...
“Hugo arrivava a Venezia dallo studio di Losanna o di Milano per creare un lavoro che gli era stato commissionato:senza nemmeno passare per casa, portava la sua squadra di aiutanti... - cioè la colorista Patrizia Zanotti e i disegnatori Guido Fuga e Lele Vianello - alla bocca di porto a guardare le navi”.Ecco un altro luogo prattiano di Malamocco, la bocca di porto, il passaggio attraverso cui entrano ed escono senza sosta portacontainer e panfili, petroliere e battellini di pescatori, barche a vela e navi da guerra. Per Pratt la bocca di porto, dove c'è la torre piloti e dove adesso si sta costruendo il Mose, è uno dei posti più belli di Venezia e del mondo. La vita di Corto Maltese a Malamocco passa anche per la trattoria da Scarso. Nell'album “L'Angelo della finestra d'Oriente” la trattoria viene raffigurata in alcune pagine, e il marinaio (come faceva nella vita reale il suo creatore Hugo) si fa servire sotto la pergola da Gino Scarso (la stessa sotto cui Corto Maltese amava pranzare). La trattoria esiste ancora, identica, ed è gestita dai figli di Gino. Alle pareti, fra i quadri, anche le opere donate da Hugo Pratt. Sono scomparsi invece, cancellati dal tempo, molti altri luoghi amatissimi dall'artista, come il ritrovo che frequentava nel sottoportico Povolato. Tanto fu generoso Pratt con Venezia (“Ha fatto innamorare di questa città metà della Francia”, ricorda Vianello), tanto avara con lui è Venezia che lo ricorda senza entusiasmo; al pittore è dedicata solamente la biblioteca comunale affacciata sull'acqua della laguna.

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